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Diritto e recensioni

Diritto di critica o diffamazione? Dove passa il limite in una recensione

Criticare è un diritto, diffamare no. Ecco i criteri con cui si valuta il confine, le norme coinvolte e cosa può fare un’azienda che si ritiene diffamata da una recensione.
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4 minuti
A cura di
Redazione Recensio24

Non ogni recensione offensiva è diffamatoria, e non ogni recensione diffamatoria è anche offensiva nel tono. La differenza dipende da cosa viene affermato, in che modo e con quale aderenza ai fatti. Per un’azienda o un professionista capire dove passa il confine è essenziale: permette di distinguere le critiche da sopportare dai contenuti contro cui ha senso agire. Questa guida offre un orientamento generale e non sostituisce una consulenza legale sul singolo caso.

Il diritto di critica e i suoi limiti

La libertà di manifestazione del pensiero è garantita dall’art. 21 della Costituzione e comprende il diritto di criticare prodotti, servizi e professionisti. Secondo un orientamento consolidato della giurisprudenza, la critica resta legittima quando rispetta tre requisiti.

  • Verità: i fatti su cui si fonda la critica devono essere veri, o almeno corrispondere a ciò che l’autore ha effettivamente vissuto. Le valutazioni personali non sono vere o false, ma devono poggiare su fatti reali.
  • Continenza: la forma deve essere misurata. Il linguaggio può essere duro e polemico, ma non deve trasformarsi in un attacco gratuito alla persona.
  • Pertinenza: la critica deve riguardare un tema di interesse per chi legge, cioè l’esperienza con il prodotto o il servizio.

Quando uno di questi requisiti manca, la critica può perdere la sua copertura e diventare un illecito. È una valutazione che dipende sempre dal contesto complessivo, non da singole parole isolate.

La diffamazione nel Codice penale

L’art. 595 del Codice penale punisce chi, comunicando con più persone, offende l’altrui reputazione. Il terzo comma prevede una forma aggravata quando l’offesa è recata «con qualsiasi altro mezzo di pubblicità», e la giurisprudenza tende a ricondurre a questa ipotesi anche la pubblicazione su internet e sui social network. Una recensione pubblica su Google, visibile a chiunque consulti la scheda, rientra quindi tra i contesti in cui la questione può porsi.

Il risarcimento sul piano civile

Accanto al profilo penale esiste quello civile. L’art. 2043 del Codice civile stabilisce che qualunque fatto doloso o colposo che cagiona ad altri un danno ingiusto obbliga chi lo ha commesso a risarcirlo. Una recensione diffamatoria può dunque fondare, in presenza dei presupposti, una richiesta di risarcimento. Il danno va però dimostrato, e la quantificazione dipende da molti fattori: diffusione del contenuto, durata della pubblicazione, effetti concreti sull’attività. Anche in questo caso serve una valutazione specifica.

Tipi di formulazione: alcuni esempi generici

Gli esempi che seguono sono costruiti a scopo illustrativo e non riproducono casi reali. Servono a mostrare come cambia la valutazione a seconda di cosa viene scritto.

Esempi illustrativi. L’esito dipende sempre dal contesto e dalle prove.

Giudizio sull’esperienza
Esempio generico: «Cena deludente, porzioni piccole e conto alto.»
Orientamento: Critica legittima
Giudizio duro ma pertinente
Esempio generico: «Il peggior servizio clienti che abbia mai incontrato.»
Orientamento: In genere critica legittima
Attribuzione di un fatto preciso falso
Esempio generico: «Il titolare vende prodotti rubati.»
Orientamento: Possibile diffamazione, se il fatto è falso
Accusa di reato non provata
Esempio generico: «Questo studio truffa i pazienti.»
Orientamento: Possibile diffamazione
Attacco personale estraneo al servizio
Esempio generico: Insulti rivolti alla persona del titolare
Orientamento: Possibile difetto di continenza e pertinenza
Esempi illustrativi. L’esito dipende sempre dal contesto e dalle prove.
Tipo di formulazioneEsempio genericoOrientamento
Giudizio sull’esperienza«Cena deludente, porzioni piccole e conto alto.»Critica legittima
Giudizio duro ma pertinente«Il peggior servizio clienti che abbia mai incontrato.»In genere critica legittima
Attribuzione di un fatto preciso falso«Il titolare vende prodotti rubati.»Possibile diffamazione, se il fatto è falso
Accusa di reato non provata«Questo studio truffa i pazienti.»Possibile diffamazione
Attacco personale estraneo al servizioInsulti rivolti alla persona del titolarePossibile difetto di continenza e pertinenza

Il criterio di fondo è la distinzione tra opinione e fatto. Dire che un servizio è pessimo esprime un giudizio. Dire che il titolare ha commesso un illecito afferma un fatto, che deve essere vero. Quando la recensione attribuisce condotte specifiche e lesive che non sono avvenute, il terreno diventa quello della diffamazione.

Cosa può fare un’azienda

  1. 01

    Documentare subito

    Screenshot con data, link diretto alla recensione, nome dell’autore come appare e annotazione della data in cui ne sei venuto a conoscenza.

  2. 02

    Valutare il contenuto con lucidità

    Isola le affermazioni di fatto dalle opinioni. Chiediti se puoi dimostrare che i fatti sono falsi.

  3. 03

    Usare gli strumenti della piattaforma

    Oltre alla segnalazione ordinaria, Google prevede un modulo per motivi legali; il Digital Services Act disciplina le segnalazioni di contenuti illegali (art. 16).

  4. 04

    Chiedere una valutazione legale

    Un avvocato può stabilire se ci sono i presupposti per una richiesta di rimozione motivata, una querela o un’azione civile, e quale strada sia proporzionata.

Due situazioni meritano un’attenzione particolare. La prima è la recensione modificata: l’autore può cambiare il testo dopo la pubblicazione, attenuandolo o, al contrario, inasprendolo. Ogni versione va documentata con la sua data, perché la valutazione può cambiare. La seconda è la recensione che mescola opinioni legittime e affermazioni di fatto false. In questi casi il giudizio complessivo dipende dal peso delle singole parti, e l’analisi deve essere particolarmente accurata.

Va infine ricordato che agire in giudizio non è sempre la scelta più efficace. Un procedimento richiede tempo e risorse, e la sua utilità va misurata rispetto all’obiettivo concreto, che per molte aziende è semplicemente la rimozione del contenuto. Una valutazione legale serve anche a capire quando una richiesta motivata alla piattaforma è sufficiente e quando invece occorre andare oltre.

Evita di rispondere alla recensione con accuse speculari: una replica che a sua volta attribuisce fatti all’autore può complicare la tua posizione. Per un approfondimento sul trattamento di questi casi, consulta la pagina sulla recensione Google diffamatoria e quella dedicata al supporto di un avvocato per recensioni Google. Se la recensione sembra provenire da un concorrente, la guida sulla recensione lasciata da un concorrente aggiunge il profilo della concorrenza sleale.

Questa guida ha carattere informativo e non costituisce consulenza legale. Ogni caso richiede una valutazione specifica.

Domande frequenti

Una recensione con insulti è sempre diffamatoria?

Non necessariamente. Gli insulti possono violare le norme di Google su molestie e linguaggio volgare, ed essere quindi segnalati. Il profilo della diffamazione dipende dal contesto, dalla lesione della reputazione e dagli altri requisiti previsti dalla legge.

Anche una società può essere diffamata?

La reputazione tutelata riguarda le persone fisiche ma, secondo un orientamento diffuso, anche gli enti e le imprese. La valutazione concreta va fatta caso per caso con un professionista.

Entro quando bisogna presentare querela?

Il termine è di tre mesi dalla conoscenza del fatto, come previsto dall’art. 124 c.p. Per questo conviene annotare subito la data in cui si è letta la recensione e valutare tempestivamente il caso.

Questa guida vale come parere legale?

No. Offre un inquadramento generale. Ogni recensione va valutata nel suo contesto da un professionista, che può indicare se esistono i presupposti per agire e con quali strumenti.

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